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Cannabis e legge. Regolamenti e restrizioni

La pianta della cannabis è stata utilizzata dall'umanità per più di 5000 anni a scopo ricreativo e terapeutico, ed è stata legale per l'uso e il commercio in tutto il mondo per la maggior parte della sua storia. Solo dopo il XIX secolo sono iniziati i cambiamenti nel panorama legale e la marijuana è stata etichettata come sostanza illegale. In questo articolo analizzeremo l'evoluzione del quadro giuridico e delle politiche governative relative alla marijuana.

La cannabis nelle culture antiche

I documenti storici indicano che la cannabis è stata utilizzata in tutto il mondo fin dall'antichità: dalla Cina all'India, alla Grecia, all'Egitto o persino alle tribù dei nativi americani, i fiori, le foglie e i semi della pianta venivano mescolati in diversi infusi, tonici o fumati per trattare il dolore, le infiammazioni, i problemi digestivi, per anestetizzare i pazienti durante gli interventi chirurgici o per intensificare le esperienze nelle cerimonie religiose. Fino all'inizio del XX secolo, la pianta era commercializzata in tutto il mondo e anche negli Stati Uniti si potevano acquistare tonici di cannabis in qualsiasi negozio di alimentari.

Come è diventata illegale la cannabis?

All'inizio del XX secolo, a seguito della Rivoluzione messicana e del conflitto armato in quel Paese, vi fu un afflusso di immigrati messicani negli Stati Uniti. Questi immigrati portarono con sé le loro pratiche culturali, tra cui l'uso ricreativo della cannabis, che chiamavano "marijuana". Il governo statunitense lanciò una campagna anti-immigrati incentrata sulla demonizzazione del consumo di cannabis tra le comunità messicane, cercando di associare la sostanza agli immigrati. Da qui il cambio di nome: da allora la pianta cominciò a essere chiamata "marijuana" anche in inglese, per farla sembrare straniera.

A ciò seguì una propaganda religiosa razzista, come il famigerato film "Reefer Madness", che ritraeva i giovani sedotti in un mondo di decadenza morale, violenza, follia e persino omicidio a causa del consumo di cannabis. La narrazione esagerata e sensazionalistica aveva lo scopo di instillare paura e generare indignazione pubblica contro la marijuana.

Il contesto storico:

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti sono diventati una superpotenza globale con un'influenza significativa sulla politica internazionale. Attraverso gli sforzi diplomatici e le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il governo statunitense iniziò a promuovere attivamente le politiche di proibizione della marijuana in altri Paesi.

Molti Paesi, soprattutto quelli con stretti legami con gli Stati Uniti o in cerca di relazioni diplomatiche, hanno adottato questo approccio e hanno emanato leggi che criminalizzano il consumo e il possesso di cannabis. Questo è stato spesso visto come un modo per allinearsi alle norme internazionali ed evitare potenziali ripercussioni sul commercio o sulle relazioni internazionali.

Stato giuridico attuale

Negli ultimi anni, molti Paesi hanno modificato le normative sulla marijuana. Un crescente numero di ricerche scientifiche ha fatto luce sui potenziali benefici terapeutici della pianta, contribuendo a smentire stigmi e disinformazioni radicate. Questo ha portato a una maggiore accettazione della marijuana come opzione terapeutica legittima per una serie di condizioni.

Inoltre, i cambiamenti negli atteggiamenti sociali verso il suo uso e il potenziale economico dell'industria della cannabis - con la creazione di posti di lavoro, il gettito fiscale e le opportunità di innovazione - hanno svolto un ruolo significativo nell'influenzare i Paesi a riconsiderare la loro posizione e a regolamentare la cannabis piuttosto che criminalizzarla.

Paesi che hanno legalizzato la cannabis

L'Uruguay è stato il primo Paese a legalizzare completamente la cannabis per uso ricreativo nel 2013, seguito dal Canada nel 2018. Entrambi i Paesi hanno istituito sistemi regolamentati per la produzione, la distribuzione e la vendita di cannabis.

Le leggi sulla cannabis negli Stati Uniti variano da Stato a Stato, ma ad oggi diversi Stati hanno già legalizzato la cannabis per uso ricreativo, tra cui Alaska, California, Colorado, Oregon e Washington.

Alcuni Paesi europei, come i Paesi Bassi, hanno permesso la vendita di cannabis nei coffeeshop per molti anni, mentre altri, come il Portogallo e la Spagna, ne hanno depenalizzato l'uso personale.

Cannabis a Barcellona

In particolare a Barcellona, in Catalogna, è emersa una comunità di cannabis in crescita, nota per i suoi dispensari e club di marijuana chiamati Asociaciones Cannábicas. Si tratta di associazioni senza scopo di lucro che facilitano la coltivazione e il consumo di cannabis da parte dei loro membri. Per diventare soci è necessario avere almeno 18 anni e richiedere un invito sul sito web del club.

La cannabis è legale a Barcellona?

La cannabis in Spagna e Catalogna è considerata depenalizzata, ma non legale. Ciò significa che mentre non è un crimine portare con sé una piccola quantità di marijuana che può essere considerata per uso personale, e non è illegale consumarla nella propria abitazione privata, in auto o in un club di erba, sarebbe illegale farlo in pubblico, venderla o portarne grandi quantità.

Conclusione

Fortunatamente, il mondo sta cambiando le sue politiche e ogni anno sempre più Paesi legalizzano o depenalizzano il consumo di cannabis. Alla fine, l'approccio proibizionista ha dimostrato di causare più danni che benefici, quindi possiamo solo sperare che i governi abbiano imparato la lezione e che d'ora in poi inizino a regolamentare piuttosto che proibire.

 


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